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Silenzio urbano

Fissava con sguardo perso il vermiglio del cielo e delle nuvole. Tutto intorno silenzio urbano. La musica a tutto volume del vicino di sopra. Una chiave che girata rumorosamente nella toppa di una porta sul suo stesso pianerottolo, dopo un martedì di lavoro. Il cane che abbaiava. In lontananza un’aspirapolvere accesa e capricci di bambini.Continua a leggere “Silenzio urbano”

Maggio

Il mese di maggio ha sempre portato scompiglio e grandi cambiamenti nella mia vita. E quando dico sempre è sempre. Nel 1993 quando decisi il trasferimento a Bologna, poi nel 2000 quando mi trasferì a Milano, nel 2003 quando mi trasferì a Roma, nel 2006 quando feci il salto divenni libera professionista e poi ancoraContinua a leggere “Maggio”

Avvicinamento al Jazz…

Il 30 aprile è l’International Jazz Day, la Giornata Internazionale del Jazz, riconosciuta dall’Unesco e ideata da Herbie Hancock.Mi sono avvicinata al jazz tardi, se così si può dire. Avevo 25 anni suonati e un percorso di studi accademico prevalentemente di “musica colta”.Vivevo e studiavo a Bologna e per arrotondare lavoravo part-time da Nannucci Store,Continua a leggere “Avvicinamento al Jazz…”

Lettera per un addio

Stamattina sono uscito alle otto e venti, convinto che sarebbe stata una questione di pochi minuti…Sono tornato a casa a mezzanotte e tre, dopo una giornata tra commercialista, avvocato, lavoro e dopolavoro per ricostruire serie infinite di documenti…E’ stata la giornata chiave per la chiusura di un capitolo della mia vita. Amen.Ad appesantire il tutto,Continua a leggere “Lettera per un addio”

Adiosu riu

Le grida si udivano a distanza, poi nulla più.Nel silenzio il gemito di un bimbo.Le sue labbra non ebbero neanche il tempo del primo e unico bacio.Scolorirono fredde, fredde.Chiusero, della madre, gli occhi azzurri. I fiumi custodiscono segreti e antiche credenzeDonano pace ai vivi e rifugio ai morti. Vieni a lavar la mia animaAdiosu riuB’appatContinua a leggere “Adiosu riu”

Il filet di Bosa

Beppa era sola.Seduta sull’uscio di casa tesseva la sua vita.Vestiva di nero. I suoi capelli nascosti da un velo lasciavano intravedere il candore, segnato dal tempo. Le rughe non troppo profonde facevano da cornice ai due occhi da cerbiatta. Vivi, di chi la sapeva molto lunga. Come ogni mattina al suo risveglio, scendeva in paese.Continua a leggere “Il filet di Bosa”

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